Uno dei miei film preferiti è da sempre “La storia infinita”. L’intreccio è appassionante, i momenti “drammatici” coinvolgono lo spettatore e mi ricordo come fossero scese ieri le lacrime che ho versato per Artax, il cavallo bianco di Atreyu, che annega nellle paludi della Disperazione. E così ho sperimentato di persona la coralità del messaggio trasmesso da quest’opera: “Siamo tutti parte di una storia infinita”. Nell’intreccio, Bastian legge un libro, che lo coinvolge al punto di dover essere lui a intervenire, deus ex machina, per salvare il regno di Fantasia. E al contempo lo spettatore è partecipe delle vicende narrate al punto di emozionarsi. E chissà se si emoziona ugualmente anche Chi ci guarda dall’alto in ogni momento..
Ad ogni modo, in maniera più concreta, mi chiedevo se davvero esistono le storie infinite, una storia senza fine per ogni persona. Più nello specifico, esistono le storie d’amore infinite?????
Guardando i miei nonni, che a breve festeggeranno 50 anni di matrimonio, mi viene spontaneo dire un “sì” convinto. E’ vero, quell’amore che unisce per la vita due persone, che supera buona e cattiva sorte e salute e malattia, esiste, è concreto e produce molto frutto. Ma se a causa di inaspettate vicissitudini della vita, i miei nonni non avessero potuto continuare a stare assieme? L’amore sarebbe morto, appassito, svanito, oppure sarebbe rimasto vivo, come la brace incandescente nascosta sotto la cenere, nonostante i passi che la vita, che non si ferma mai, avrebbe imposto loro di compiere?
Esistono amori che, anche senza condividere una continuità temporale, riescono a sopravvivere al tempo e trovano nutrimento nella stima reciproca, nella preghiera oppure nel pensiero? Esistono rapporti in cui due persone che non vivono tra loro la quotidianità di una relazione, tornano però sempre una dall’altra, quasi come si sentissero a casa, incuranti del resto del mondo che le circonda? Esistono coppie non riconosciute ufficialmente che si portano nel cuore e sono sempre disponibili all’ascolto del cuore dell’altro nella buona e nella cattiva sorte, nella salute e nella malattia, finchè solo la morte li separi definitivamente, dopo che tutto ciò che è vita ci ha provato a dividerli, ma non ci è riuscito mai del tutto?
Ieri per lavoro ho condotto un’intervista a un’anziana signora del mio paese, e ho scoperto che il nome con cui la conoscevo in realtà era solo un soprannnome. Era stata infatti battezzata con tutt’altro nome. Ponete ad esempio che questa signora sia per tutti “Luisa”, e invece il suo vero nome fosse “Maria”. Ebbene, alla mia richiesta di una spiegazione di questo nome-bis lei mi ha risposto che suo padre amava follemente una donna, che lo lasciò. Lui non riusciva a darsi pace, e non la dimenticò mai. Si sposò con un’altra donna, e chiamò sempre sua figlia non col nome di battesimo, ma col nome dellla donna da lui da sempre amata. Con buona pace della moglie. E così questa signora ancor oggi è da tutti conosciuta col nome della “ex” del padre.
Forse che il vero amore, quello che si arricchisce nelle differenze reciproche, che si basa sul’esserci sempre per l’altro, sulla stima e sull’appoggio, non ha necessariamente bisogno di essere riconosciuto come ufficiale? Esiste un “effetto boomerang” anche in amore, che obbliga sempre a tornare uno dall’altra due persone che pure non condividono la stessa vita, come se uno fosse davvero la casa dell’altro?????
Quante domande, e Desireè Clary non riesce a trovare una risposta univoca.








Non penso che esistano delle risposte a queste domande. Purtroppo adesso vivviamo in un mondo dove le coppie alla prima difficoltà si dividono, una volta i dispiaceri della vita la coppia li superava insieme.E’ altrettanto vero che le donne non potevano più di tanto ribellarsi e la separzione era un tabù terribile e la colpa cadeva spesso sulla donna. Per quanto riguarda il VERO AMORE io dico che esiste il problema è avere la fortuna di trovare la persona giusta.
Credo che le persone giuste esistano, e che per fortuna ci sono spesso poste vicine in modo da poterle riconoscere… mi chiedevo più che altro se le separazioni, volute o forzate, riescano a diventare ininfluenti nel nutrimento di qualche amore che, evidentemente, è finito per sbaglio (vedi il caso della signora che ho citato) in quanto le due persone erano, probabilmente, più che compatibili. Ah, i misteri della vita! E che situazioni strane si trovano lavorando!
post modello carry bradshaw, molto bello, magari avere queste risposte, io più ci penso più ho la mente confusa.
poi il mio stato d’animo di questo periodo mi porta a non avere molta fiducia quindi…
alla fine però penso che se davvero si ha la fortuna di trovare la persona giusta come dice zebmckey, bisogna anche saperla coltivare e non fare stupidate che si pensa il tempo e l’amore possano risolvere.
insmma l’amore eterno si coltiva.
Ehm… metto in piazza la mia ignoranza: non so chi sia Carry Bradshaw. E metto in piazza anche la mia pigrizia: non ho voglia di cercarla su google, ho molto poco tempo in questi giorni e in pratica vivo di corsa…
Sono anche io d’accordo che l’amore va coltivato, ma in caso di “poca voglia” di una delle due metà, è possibile che si rompa un legame ma che l’amore, pure se a distanza, continui? Il caso della signora col doppio nome, è solo un’eccezione, oppure sepolte tra i segreti di ognuno ci sono molteplici di queste situazioni?
Vedi Tylermets, è proprio vero che più ci si pensa più ci si fa confusione, e non si arriva a formulare nessun punto di vista univoco…
Insomma, è un bell’argomento ingarbugliato!