Ed eccoci arrivati anche quest’anno al tempo di Quaresima, che inizia proprio oggi. Come sempre inizia sottotono, in punta di piedi, senza essere particolarmente annunciato per televisione o altri mezzi multimediali, quasi a voler prolungare il piacere dell’ultimo giorno di Carnevale. Perchè si sa, è un po’dura passare di colpo dal tempo dei “sì” in cui ogni eccesso e ogni piacere è permesso (e ogni tanto ci vuole proprio!) a quello che al confronto sembra specularmente il tempo dei “no”, in cui ci sono privazioni, sobrietà e qualche sacrificio.
Ma a guardarla bene, la Quaresima non è esattamente il tempo del castigo e della punizione, al contrario è un tempo proficuo in cui ognuno di noi ha l’opportunità di fermarsi a riflettere e a guardarsi intorno, cercando quale sia il giusto mezzo salvifico per il proprio spirito e quale sia la strada da percorrere per raggiungerlo.
In molti dicono che il Cristianesimo è mortificante perchè nei testi sacri e da parte dei vertici ecclesiastici non fa altro che restringere le libertà individuali: “questo non si fa, l’altro è bene non farlo, l’altra cosa non la dovresti fare…”. Di per sè è vero che si è sempre teso ad “escludere” qualche variabile: molti dei dieci comandamenti iniziano con la parola “non”, molte di quelle verità di fede che vengono specificate nei testi sacri o che hanno avuto bisogno della stesura di un dogma tendono a dire “cosa non è” un determinato concetto. Ma tutto ciò non deve mortificarci nella sequela di un bene più grande di tutto ciò che è tangibile, e che investa tutto il creato: tutte queste negazioni, paradossalmente, aprono la strada a ogni forma di libertà. Queste negazioni specificano appunto ciò che non è corretto ipotizzare o fare. Ma non dicono cosa è obbligatorio fare!
In altre parole, offrono un punto di partenza. Tutto ciò che non è contemplato nel “non” è cosa probabile, a discrezione di ognuno. E’ questo del resto il libero arbitrio: non essere obbligati a pensarla tutti per forza allo stesso modo, ma dare la possibilità a ciascuno di trovare il suo giusto mezzo, la giusta dimensione di fede, che lo possa far giungere al Padre.
Per questo, miei cari manzoniano quattro lettori, vi auguro di cuore che questo tempo di Quaresima sia per voi ricco e porti molto frutto, come quel famoso seme gettato sulla terra buona, e che vi aiuti a discernere cosa davvero vi viene chiesto di fare per esservi reciprocamente prossimi!








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