… si torna sempre là. Là a quello che è un cruccio per alcune donne, addirittura un complesso certe volte, mentre per altre signore è motivo di vanto o di autostima. A quello che per gli uomini è solitamente un pensiero ricorrente, o comunque una piacevole deviazione mentale nel momento in cui si trovano a rapportarsi col sesso opposto. Il seno. Non la funzione goniometrica, ma la prospicienza femminile più decantata da arte, tradizione e letteratura nel corso dei secoli, e nell’ultimo anche dal cinema. Chiamato con i nomi più svariati, dal poetico allo scurrile, talvolta viene ostentato e talvolta viene mortificato.
Io sono più per la prima scuola di pensiero: chi ce l’ha fa bene a valorizzarlo, in quanto parte di sè stesse e, in fin dei conti, dono di Dio e parte del corpo utile per iniziare i bambini alla vita (si sa che il latte materno fa bene, fortifica i neonati e stimola le difese immunitarie). Appunto per valorizzare questa parte del corpo femminile esistono le più diverse e variegate scollature su camicie, maglioni e vestiti, e svariati modellli di reggiseni o anche bustini, quindi perchè non approfittare?????
Sportivo, a balconcino o a farfalla, in cotone o in pizzo, con ferretto o push-up, il reggiseno ormai va a definire quasi come un test psicologico lo stile e e la personalità di ogni donna, e le scollature aiutano a valorizzare un decolletè generoso tanto quanto uno meno prosperoso, donando un aspetto gradevole al torso di ognuna di noi. Del resto, se è vero che una donna mediterranea per definizione non dev’essere secca come un chiodo ma presentare curve polpose e pericolose, è anche innegabile l’eleganza e il fascino acerbo di un seno alla “madame de Pompadour”, piccolo e alto così da riempire alla perfezione una coppa di champagne, bicchiere notoriamente poco fondo.
Quello che conta veramente, almeno secondo me, è che non si superi la soglia del grottesco: è patetica una fanciulla dotata di una seconda misura che osi una scollatura molto profonda, che la renderebbe otticamente piatta. Come è parimenti patetica un’altra fanciulla dotata di forme giunoniche che indossi bustini o scollature che “strizzano” troppo restituendo un effetto “ciccia strabordante”. E’ necessario insommma non perdere mai di vista il giusto mezzo, l’eleganza e il buon gusto. Senza peraltro mortificare quanto Madre Natura ci ha donato tra il collo e l’ombelico!
Non esistono seni troppo brutti o troppo piccoli. Basta solo saperli valorizzare!
PS: che dite, alla cena di classe della ex terza media ci vado con abito scuro e super scollatura, considerato che non sono esattamente magrissima????








Se sei refrattaria alle jatture e ad alte concentrazioni di releaser (feromoni liberatori o di segnalazione), vacci tranquillamente (armata in ogni caso).
Ah! che pagherei per ammirarti di persona.
Mi raccomando cara, fatti immortalare da tutte le prospettive e pubblica le foto.
Eh lo sai che non metto mai niente di troppo personale sul blog… mica sono una fotomodella o una famosa! E poi sennò che fine fa il mio alone di mistero??? (più che altro non gliene frega niente a nessuno!)
Non serve l’artiglieria comunque, sono tutti compagni di scuola… tra l’altro alle medie ero la più presa in giro della classe! Quindi rischio zero!
Neanche su Facebook?.
Comunque non dire che non gliene frega niente a nessuno.
Tu per me sei un riferimento (una supernova) e mi piace ammirarti sotto tutti i punti di vista
L’intelletto non necessita di aiuti dal “sembiante” per esporre e proporre la sua forma… tutto ciò che a livello di aspetto fisico va a corollare un pensiero o un ragionamento non lo completa, al contrario lo svilisce e riduce. Una buona “agorà” come questa non ha bisogno di foto!
ipse dixit
“Una buona “agorà” come questa non ha bisogno di foto!” Su questo hai perfettamente ragione, così come: L’intelletto non necessita di aiuti dal “sembiante” per esporre e proporre la sua forma..”
Il fatto, invece, che l’aspetto svilisca e riduca un pensiero o un ragionamento penso sia un fatto soggettivo.
scommetto che non pensavi che mandassi una risposta a questo tuo post ‘particolare’!

ma lo faccio a modo mio, ovviamente, segnalandoti questo video su yuotube circa un inconveniente possibile… al tema proposto
link:
http://www.youtube.com/watch?v=ywMuUvwt-x8
un abbraccio e buon martedì grasso!
;-]
Ahahahahahahahahahahahaha Griphus!!!!! (Ma preferisco Andrea, se sei d’accordo)
Questo video mi ha fatto scoppiare davvero a ridere! Mammma mia, certe cose non vorrei mai che capitassero a me! D’altronde, sono, estremizzati, gli svantaggi di avere un decolletè generoso!
Il martedì grasso l’ho passato a cucinare crostoli, che fatti in casa hanno un gusto e una consistenza che non sono neanche da mettere a confronto con quelli che si acquistano! E alla sera gran mangiata!
Luporenna, l’ipse dixit è davvero aristotelico, ma ti stupirà forse sapere che in filosofia non sono mai andata troppo bene: talvolta per farmi arrivare alla sufficienza la professoressa doveva togliermi un voto da Storia per aggiungerlo a Filosofia!!!! Che ci vuoi fare, resto sempre una donna di scienza…
Poveretta!! Cosa ti imponenevano a scuola sui voti, il tetto massimo cumulativo?
No, è che fortunatamente la Prof. di filosofia era la stessa di storia, e le dispiaceva essere l’unica a abbassarmi la media dei voti, quindi usava l’escamotage dello “scambio di voto”!