Come ogni autunno, non di rado chi vive come me in campagna sente specialmente la mattina il rumore sordo degli spari dei fucili dei cacciatori. Uomini vestiti di verde mimetico con cani da caccia al seguito, praticano la caccia non più come attività che sopperisce ad un bisogno primario, ossia il mangiare, come accadeva fino a qualche secolo fa, ma semplicemente per spirito sportivo. Non di spreco chiaramente, dato che la selvaggina abbattuta viene salutata con salmì, salse pepate e contorni sfiziosi!
Non voglio qui entrare in merito alla pratica della caccia, all’opportunità o meno di esercitarla, ai tempi o ai modi di farlo. Semplicemente pensavo a quanti mesi servano per ripopolare l’habitat di molte speci faunistiche, per giungere ogni anno, nella tarda estate, a vedere saltabeccare per il campo di casa mia degli uccelli grandi e dal piumaggio folto e di dierso colore, fagiani, lepri e chi più ne ha più ne metta! Quest’estate, va detto, i cacciatori avranno più prede da irretire, dato che il mio gatto s’è astenuto nelle notti agostane dal compiere eccidi di cucciolate di lapri o donnole, a differenza del trend dell’anno passato, in cui la mattina si presentava sulla porta di casa ben satollo e il cortile era notevolmente insanguinato… ma lasciamo le immagini kitsch per venire al nocciolo della questione: qualche sera fa, chiudendo il cancello dopo essere rincasata, ho sentito un grido di qualche uccello, un suono tipo “chiù” che espandendosi nella notte non illuminata dalla rete di lampioni comunali (o meglio, i lampioni ci sono, ma sono poche le lampadine che funzionano) mi ha fatto percorrere la schiena da un brivido, dato che il suono richiamava molto qualcosa che tutti noi abbiamo sentito in un tempo passato, e che certo non portava bene.
Ecco per voi, miei manzoniani quattro lettori, la piccola serie di domande a cui mi dovrete rispondere: chi per primo posta qui sotto un commento con la risposta completa ed esauriente alle mie domande vince… il solito, ossia il link al suo blog nei miei blogroll e la ricerca sul suo nome di battesimo che posterò appena posso nella sezione “Come ti chiami?” del mio spazio: che uccello sarà probabilmente stato quello che ho sentito qualche sera fa? In che maniera dal verso “chiù” posso risalire alla razza di volatile?
Miei intraprendenti e curiosi lettori, in bocca al lupo!








confesso che non so la risposta… ma del resto i tuoi indizi sono un po’ poveri: uccello (notturno) che fa “chiù”…?
a me ricorda la civetta.
credo che mio papà saprebbe la risposta ‘al volo’ (è proprio il caso di dirlo!…).
io ti consiglio di guardare e ‘ascoltare’ qui:
http://www.sapere.it/tca/MainApp?srvc=mm&url=/scienza/c_18_3
magari lo riconosci?
ti consiglio anche questo audio-libro di Mauro Corona:
http://www.ibs.it/code/9788804577836/corona-mauro/storie-del-bosco.html
c’è anche il solo libro: http://www.ibs.it/code/9788804563556/corona-mauro/storie-del-bosco.html
forse non è tra gli uccelli che descrive… ma è molto bello da leggere e ascoltare (uno dei miei autori preferiti!).
ciao e buona caccia!
andrea
Dalle ricerche fatte su internet azzerderei essere un assiolo
soprattutto se continua a cantare ininterrottamente per ore…
sicuramente escluderei la civetta, che come suono ha un uh-uh-uh-uuuhhhhhh
in ogni caso riconoscere il verso degli rapaci notturni è molto difficile, soprattutto doverli descrivere a parole…
potresti provare a vedere se assomiglia a questo
http://www.hobbyuccelli.it/versi-uccelli/uccello273_assiolo-comune.html
ma considera anche che i versi cambiano in dipendenza dal sesso dell’animale considerato e dalla situazione (ad esempio pericolo…)
Mi dispiace non riuscire ad esserti più utile…
un abbraccio
PS: guarda che da te sentir dire che il suono di una civetta non porta bene non riesco ad accettarlo!!! ihih
sai qual’è il nome della civetta comune? Athene noctua
e sai perchè? perchè era l’anima sacro alla dea Atena…
Uccelli grandi dal piumaggio folto, fagiani, lepri…
Ma dove vivi al Yosemite National Park?
Per quanto riguarda il volative, potrebbe essere un cuculo.
Solo Fra ha centrato la questione… va detto che il post non mirava al semplice birdwatching, ma a coniugare la fauna con la letteratura! Effettivamente l’uccello che fa “chiù” è l’assiuolo, cui il Pascoli ha dedicato una delle sue più belle poesie. Era un verso chiaramente difficile da scrivere con le lettere dell’alfabeto, ma la citazione era piccola e voluta. Per cui, quando riesco ti preparo la ricerca su “Francesco”! Tuttavia della civetta sacra ad Atena lo sapevo già, anche sulle monete di euro greci è coniato il rapace che è diventato simbolo della città capitale. E le civette le ho viste ben da vicono da piccola, una addirittura m’è entrata in casa una sera! e sono bestiole molto, molto carine!
Non di rado quando mangio lepre o fagiano in una famiglia a me molto vicina, tra la carne saporita trovo uno o due pallini di piombo!
Luporenna, nè Yosemite nè Yellowstone, semplicemente brumosa campagna autunnale!
Andrea, affascinanti i link che mi hai citato! Passerò in biblioteca…
Comunque, per tutti, cliccate e leggete qui: http://www.bibliolab.it/pascoli/L27ASSIUOLO.html e capirete bene il perchè dei cattivi presagi che porta il verso di tale uccello…
Ma se non ricordo male il tema dominante dovrebbe essere la morte… e il canto dell’assiuolo veniva proprio visto come presagio di morte…
inoltre il tema era ricorrente in pascoli a causa del rapporto che aveva avuto con diversi lutti familiari…
se ci sono altri collegamenti non lo so
PS: per la ricerca sul nome, non significa semplicemente “appartenente al popolo dei Franchi”?
un abbraccio
Francesco, ma io la ricerca sul nome non te la liquido in due righe, se posso… prova a vedere quelle già pubblicate su “Come ti chami?”…
Cercherò di scrivere qualcosa di interessante…
@desire
…uno o due pallini di piombo. Che cosa mi hai fatto ricordare:la mia infanzia a Momo (nella campagna Novarese) quando mio nonno tornando dalla sua riserva faceva giocare me e i mie fratelli (tipo di cuccioli di ghepardo) con le sue prede (lepri e fagiani, appunto).
Cucinati in salmì poi, in quella salsa scurissima, avevano un sapore fantastico, indimenticabile.
Facevamo la gara, io e miei fratelli, a chi trovava più pallini; era piombo non nichelato numero 2 o (occasionalmente anche numero 5, da cartucce Rottweil nere calibro 12).
Anche io da piccola giocavo con gli animali morti, e non necessariamente si trattava di selvaggina! (ricordo quando ho amministrato un funerale ad un topolino morto…)
Certo è che il sapore di una bestia cacciata e cotta a dovere non può nemmeno essere confrontato con quello di una carne comprata… Se poi la cena è accompagnata da un’ottima compagnia, ancora meglio!