Ieri sera dopo cena mi son guardata la guida tv con la mesta consapevolezza che tanto non avrebbero trasmesso niente di così interessante, e invece, sorpresa sorpresa, ho scoperto che su Rete4 trasmettevano un film sulla Grande Guerra ambientato nella Francia orientale, dal titolo mai sentito “Il battaglione perduto”. Tutta contenta di aver trovato un film interessante mi son piazzata sul divano, da un lato soddisfatta da un palinsesto televisivo decente, dall’altro lato un po’pensierosa riflettendo su come la pirma guerra mondiale nella Francia orientale sia stata addirittura più sanguinosa e più inutile dei massacri perpetrati nel triveneto a causa e dell’inettitudine dello stato maggiore italiano (per fortuna poi hanno nominato Diaz -santo subito- e destituito Cadorna) e dell’organizzazione austro-ungarica.
Purtroppo, come gran parte delle volte in cui si parte con alte aspettative, si finisce delusi e amareggiati: fin dai primi fotogrammi è stato chiaro come mi fossi imbattuta in un altro film all’insegna del “buttato là”. Si raccontavano le vicissitudini di alcuni soldati americani inviati a combattere sul fronte francese dando manforte ai nostri cugini d’oltralpe. Ora, la moda maschile dell’epoca era portare dei bei baffoni pieni. Tuttavia nel cast non si è visto nessuno che portasse tali baffi, si vedevano solamente visi ben rasati, anche tra gli ufficiali, e al massimo al massimo qualche baffetto sottile alla moda degli anni ‘20, quindi successiva alla Grande Guerra.
Inoltre la divisa dei soldati americani della Prima Guerra mondiale era di color marrone tendente al verde, colore che si è visto addosso ad un solo soldato giusto giusto in punto di morte. Prima che fosse ferito infatti la divisa era dello stesso colore dei suoi compagni, ossia verde scuro. Perchè? Mistero…
Altri errori sono emersi quando gli americani sono usciti dalla trincea all’attacco del fronte nemico: alcuni tra i soldati uscivano dale trincee con lo zaino in spalla, cosa che non succedeva MAI all’epoca durante le azioni, in quanto lo zaino dei soldati era molto pesante, poichè conteneva tutti i loro effetti e tutto il materiale che potesse necessitare (bottoni,gavette,nero da scarpe,spazzole e altro). Quindi, essendo particolarmente esposti al fuoco nemico, perchè portarsi dietro chili e chili di zaino ralentando così la corsa? Tanto, se si veniva uccisi lo zaino non serviva più, se invece si arrivava sani e salvi a conquistare la trincea nemica significava che tedeschi o austro-ungarici erano ormai stati tutti ammazzati, e si poteva tornare a prendere il proprio zaino nella vecchia trincea con tutta calma.
Si vedeva inoltre che durante l’azione, usciti gli americani dalle trincee e mezzi falciati da fucili e mitragliatrici nemiche, gli ufficiali yankee rispondevano al fuoco con le pistole. Ma come può una pistoletta competere con la gittata di un fucile o con una mitragliatrice? Le pistole le utilizzavano gli ufficiali quando erano a uno o due metri dal nemico, ma non durante gli attacchi!
Per di più la saga degli orrori (non errori) cinematografici è continuata quando nei combattimenti all’interno della stessa trincea i soldati si ammazzavano con le baionette e non vi era traccia alcuna di picconi e badili, che erano l’arma preferita anche alle baionette nei combattimenti corpo a corpo in trincea, perchè più pesanti e più maneggiabili, e tra l’altro presenti in abbondanza e facilmente reperibili, sennò come avrebbero fatto a scavare la trincea?
Che dire, 5 errori così grossolani notati perfino da una profana come me in due ore scarse di film sono sufficienti, secondo i miei standard pignoli e severi, a relegare il film in questione nella categoria “prodotto cinematografico di basso ordine e a basso costo”. C’è chi si accontenta, per carità, ed è vero che chi si accontenta gode, perchè io non accontentandomi della trasposizione hollywoodiana della Grande Guerra me ne son andata a letto delusa e rassegnata.
Trincee fighette
Agosto 6, 2008 di desireclery








datti alle americanate come faccio io, nelle americanate se si schianta un f14 a un metro e mezzo da un parco giochi il parco giochi non ne risente… tu ti guardi il film bella soddisfatta senza pensare senza muovere un muscolo, poi ti alzi e invece che delusione il film non ti lascia proprio nulla:)
cmq sei veramente pignola…:)
He si mio caro… la pignoleria è un male di famiglia!
Mi piace questo blog. Il film in questione non l’ho mai visto, ma io mi ritrovo “pignolo strano”. Perché se è vero che sono un puntiglioso rompicocomeri quando sento parlare gli altri, nei film certe mancanze nemmeno le vedo. Non è che mi accontento, è proprio che, se l’azione è appassionante, non mi fermo ai dettagli. Poi, nello specifico non so una mazza della prima Guerra Mondiale, quindi non avrei mai notato gli errori, non sapendo che lo erano.
Guarda altri film, nota altri strafalcioni e poi parlane, che almeno imparo qualcosa anch’io!
Klaus, grazie, che gentile!
Quando trovo qualche imprecisione sui film ne parlo sempre, ma ovviamente non ho una cultura a 360°, quindi magari qualcosa mi scappa comunque…
Riguardo gli interessi per i periodi storici cerco di documentarmi nel tempo libero, sono sempre stata una curiosona! e sulla Prima Guerra Mondiale ne so molto, molto ma molto poco in confronto a tutto quello che è stato pubblicato ed esposto… faccio quel che posso insomma!
Mia cara Desiré, ti basterebbero pochi minuti per fare una ricerca sul maggiore americano Charles White Whittlesey e sul suo Lost Battallion, il battaglione perduto, per renderti conto che almeno 4 delle tue critiche al film sono abbastanza ingenerose.
Guarda ad esempio la foto del maggiore: occhialini dorati, naso aquilino, vaga somiglianza con John Lennon, ma nessuna traccia di pizzo, barba, baffoni.
Potrai apprendere che per la salvezza del battaglione fu decisivo il messaggio recapitato dal piccione viaggiatore. Ma come avrebbero potuto spedirlo se non si fossero portati a spalla la gabbietta, particolare ben evidenziato nel film. Dunque è plausibile pensare che si saranno portati anche gli zaini. A maggior ragione in quanto l’ordine era quello di avanzare, non di rientrare nella trincea di partenza dopo il primo assalto.
Dalla lettura del libro di memorie di Emilio Lussu, il celeberrimo “Un anno sull’altopiano” potresti apprendereche davvero gli ufficiali, almeno quelli italiani, andavano all’assalto impugnando armi leggere. Lussu addiritura riferiva di impugnare un semplice bastone da montagna.
Infine, vanghe, badili e picconi erano armi in dotazione solo dei soldati del genio, gli altri usavano fucile e baionetta.
Non sono a conoscenza, invece, delle divise indossate dai soldati americani, per cui su ciò devo affidarmi alla tua competenza.
Antonello, che piacevole sorpresa trovare il tuo commento così competente e vivace!
Qui ci sarebbe da divertirsi a intavolare un discorso a botta e risposta su mode e tattiche attuate nella Grande Guerra!
Tuttavia considera quanti uomini costituivano il battaglione. Qualche centianio a quanto riporta la storia. Se il maggiore non portava baffoni non v’era niente di strano, nel mio post scrivevo chiedendomi il perchè nessuno dei soldati costituenti il battaglione inquadrati portasse i baffi alla moda dell’epoca, secondo le inquadrature del film. Su centinaia di uomini, qualcuno con i baffoni che andavano tanto di moda doveva pur esserci stato! Pur tuttavia io ho visto inquadrati solo baffetti-da-proibizionismo oppure visi ben rasati. E questo mi ha lasciato perplessa.
E’ vero, l’ordine era di avanzare. Ma una volta conquistata la trincea nemica si poteva agevolmente e velocemente rientrare alla propria trincea a prendere i propri effetti personali, senza perdere nè far perdere tempo, proseguendo quindi la marcia, avanzando. Se l’ordine era di avanzare, perchè giocarsi preziosi uomini, rallentandoli nel’assalto col peso non indifferente dello zaino? Anche i piccioni con la gabbietta potevano tranquillamente e verosimilmente aspettare in trincea, per essere successivamente recuperati.
Gli ufficiali andavano all’assalto impugnando anche le sciabole nella Prima guerra mondiale, ma indubbiamente armi bianche e pistole potevano essere più efficienti quando il nemico era a pochi metri, non certo poco dopo essere usciti dalla propria trincea… poichè nei combattimenti a corpo a corpo le baionette risultavano difficili da maneggiare si riccorreva (non solo ma anche) a armi improprie, affidandosi un po’alla sorte. E da quanto risulta dalle testimonianze rilasciate ad alcuni storici locali dagli ultimi reduci, spesso veniva constatato come i mezzi “di fortuna” reperiti per i combattimenti corpo a corpo e per altre necessità (ad esempio per difendersi dai gas, nella cui circostanza si constatò la maggiore efficacia delle foglie intrise di oli rispetto alle maschere antigas in dotazione dei soldati) fossero ben più efficienti, maneggiabili e utili delle armi proprie in dotazione. E per la maggiore, sempre stando a testimonianze di reduci, andavano proprio i mezzi usati per scavare le trincee.
Poi ovviamente io non sono onnisciente, è certamente possibile che ogni soldato avesse il suo “stile” per combattere, con le armi preferite e il modo preferito per trattare il logistico degli effetti personali.
Così da non-storica, tuttavia, il film in questione non mi ha entusiasmato. Ne ho visti di fatti molto meglio.