Chiariamoci subito, non è che abbia qualcosa contro la lentezza in sè. In certi momenti essere lenti aumenta il desiderio di qualcosa, o aiuta a prendere decisioni ponderate, o anche è importante per mantenere in equilibrio una situazione precaria.
Il problema è quando la lentezza si scontra con la mia indole curiosa, o, peggio ancora, quando pregiudica l’intreccio o la fruizione di un qualsiasi divertisment come attualmente è per me la serie “Tudors”. Forse il non informarmi sula trama scelta dagli autori prima di iniziare a seguire la serie è stato un mio limite. Però mi aspettavo un intreccio molto più dinamico, variegato e dilatato nel tempo, in modo da offrire a un qualsiasi spettatore (come la già citata in un altro post “casalinga abiutata a guardarsi Beautiful e Tempesta d’amore”) uno spaccato significativo di quella sconvolgente epoca che è stata il Cinquecento in Europa.
E’vero, i dialoghi sono vivaci e i costumi e le scenografie sono impeccabili, tuttavia il film appare come qualcosa tipo un porno-politico. Le questioni religiose, economiche e di politica estera sono solo sfiorate, e ho assistito quasi con dolore, ma certo con delusione, a una liquidazione sommaria del sacco di Roma con una misera frase di un messo. E gli schieramenti italiani pro-contro Impero e Papato? E come mai non è stato mai fatto cenno al Valentino, che tanto scompiglio ha portato non solo in Italia ma anche in Spagna, patria di Caterina d’Aragona? Perchè Lutero è stato accennato solo all’inizio della prima puntata? Perchè non si parla dell’inflazione che interessava molte zone e del cambio delle rotte commerciali verso l’America? Ma soprattutto: perchè la serie si ferma – a quanto pare – al matrimonio con la Bolena? E le altre successive mogli?
Mi ha fatto ridere una battuta di Enrico VIII nel corso dell’ultima puntata trasmessa, quando rivolgendosi alla (ancora amante) Bolena le dice “Il vostro collo… adoro il vostro collo!” Non male come battuta per uno che il collo alla stessa persona gliel’ha fatto tagliare non moltissimi anni dopo!
Così giovedì vedrò l’ultima puntata. Con zero suspence e parecchia delusione per un soggetto così ricco e gustoso che è stato sprecato in maniera così superficiale dai signori Inglesi che hanno creato questa serie.







