22!
Sto dando i numeri in questo periodo così stressante, ma non sono ancora presa così male da scriveri sul blog! Questo era uno di quegli scherzi che si fanno ai bambini per farli ridere, e quando ero piccola me lo faceva mia zia: la frase strampalata “77 hai 22″ nel dialetto che parliamo nella mia zona suona analogamente alla dialettizzazione dell’espressione “se tanta sete hai, vin ti do”. E il vino quando ero piccola me lo davano davvero! A pranzo e a cena, mio nonno mi dava sempre un bocconcino di pane intinto nel vino. A me non piaceva, ma i parenti erano soliti dirmi che non ero una vera veneta se non bevevo vino. Ora vado a spriz
. Però vado a spriz, e ogni tanto anche a liquori, di quelli dolci e eventualmente cremosi, tipici femminili, in maniera consapevole!
Fin da qunado si facevano quelle cene infinite coi parenti e io sgambettavo in giro per la pizzeria con la gonna scozzese e le calzemaglie rosse e il golfino bianco perchè di sera fa freddo, e gongolavo al pensiero di stare alzata fino a tardi coi grandi senza dover andare a letto presto perchè sennò la mattina non mi svegliavo per andare a scuola, fin da quell’epoca mia mamma mi ha insegnato come si beve. Mi ha insegnato a degustare i differenti tipi di birra, a preferirli per accompagnare la pizza invece della Coca Cola (che però resta sempre nel mio cuore), a apprezzare i sapori che prendeva la frutta se conservata sotto grappa, a -sebbene non bevessi vino- sapere che tipologia di vino va abbinata ai diversi tipi di piatti. Mi è sempre stato insegnato a bere responsabilmente insomma, non a bere per il gusto di trasgredire, ma a bere per apprezzare i diversi sapori e esaltare i gusti di un dolce o di una pietanza.
Sarà per questo motivo che oggi, sentendo i telegiornali, leggendo riviste, ascoltando trasmissioni che parlano dei giovani che si ubriacano, che sono dipendenti dall’alcol, che ubriachi si schiantano da qualche parte con la macchina, mi chiedo come sia possibile rovinarsi così, come sia possibile farsi 3-4 cocktail diversi in una notte, mischiarsi tutti quei gusti e volerne ancora, e mi chiedo anche paradossalmente perchè l’alcol al giorno d’oggi venga così demonizzato.
Ok ok, l’alcol è cattivo e insidioso perchè ti fa ubriacare e ti fa fare gli incidenti. Ma questa non è una motivazione, è solo una conseguenza del consumo non corretto di alcol! L’alcol è un ingrediente stupendo, con i liquori si fanno i dolci, un uomo che sa bere e che sa servire un drink come si deve ha sempre il suo fascino, la birra stessa ha una notevole dignità storica, essendo prodotta e consumata fin dai tempi dell’antico Egitto, e più avanti nel tempo nelle più disparate civiltà. E poi le bevande alcoliche sono anche fondamento di usi e costumi, basti pensare che è stata la Pompadour a definire i canoni di bellezza del seno, che foveva entrare perfettamente in una coppa da champagne, basti pensare anche che la città di Vienna deve il suo nome all’ampia coltivazione della vite e alla notevole produzione di vino che caratterizzava le zone limitrofe della città ai tempi dela colonizzazione romana.
Una classe di bevande che ha così tanta storia e prestigio, come può essere nociva? Io sono del parere che se una cosa viene demonizzata le persone sono più propense a perseguirla, vuoi per curiosità, vuoi per trasgressione. Se dicono che l’alcol non va bevuto se non si è maggiorenni, è normale che un sedicenne per sfida e per pavoneggiarsi cerchi di assumerlo sottobanco!
Io penso che più che condannare il consumo di alcol sarebbe più opportuno educare i ragazzi al suo corretto consumo. Insegnargli a apprezzarlo e a rispettarne i limiti. Parlarne apertamente e bere qualcosa assieme a loro spiegandogli come una cosa buona va saputa dosare.
Bisognerebbe, insomma, trovare il giusto mezzo. E chi morigera troppo non dimentichi che per noi che viviamo al centro del Mediterraneo, italiani caldi, passionali, vivaci e creativi, il vino, così come il liquore, fa sangue!
Mentre chi beve in maniera irresponsabile e ignorante dovrebbe tenere a mente la battuta che Rhett Butler fa a Rossella O’Hara in Via col Vento, che un’altra volta si rivela fonte inesauribile di ispirazione, sorgente di chicche di modus vivendi che tornano sempre utili: “Non bere mai da sola, Rossella: si viene sempre a sapere, e ci si rovina la reputazione”.








come tutte per tutte le cose l’abuso è quello che rovina tutto.
hai scritto tutte cose esatte, acora oggi in famiglia rimangono male, quasi si offendono se non bevo vino a tavola, alvo poi farmi paternali se bevo poi. un controsenso.
basta avere la testa sulle spalle come per tutte le cose. se tu hai la testa abbastanza funzionante per capire che mangiare pasta e nutella insieme è sbagliato e fa quasi schifo. mischiare vini liquori e superalcolici a bomba fa male.
solo che lo stile di vita di adesso dice che se non bevi un mojito poi un coca e rum poi altro sei uno sfigato.
ieri alla partita di baseball, rifiutando un bicchiere di barbera e il caffè mi sono sentito dire dal barista di dubbia cultura, ma cosa sei gay? a parte la cazzata atroce, se una persona non vuole bere è libera di farlo e non dovrebbe essere marcata per questo come sfigata o altro, invece com la società di oggi se non bevi i mille cocktails che inventano sei uno sfigato.
quando vado all’aperitivo e chiedo un semplice spriz, al posto di quelli intrugli che fanno loro, mi guardano come un alieno, se poi al secondo giro chiedo un altro spriz allora si che sono uno sfigato…
bere responsabilmente è tanto giusto quanto fuori moda, quindi se sei debole e ti uniformi al gruppo finisci contro un palo ubricaco.
bere responsabilmente dovrebbe essere un bellissimo pregio non una cosa da sfigati.
io continuo a bere spriz finchè mi piace e ad essere l’unico a chiedere cocacola in pizzeria,
coca cola light eh tylermets?
ma io davvero non so sta gente che trngugia un litro tra cocktail vari certe volte dove abbia la testa.. e soprattutto lo stomaco! …per non parlare del portafoglio… mah, bisognerebbe avere tutti il senso della misura… che però sembra prerogativa non di chiunque.
adesso light si si, sono ormai assuefatto…
in effetti se pensi a quanto costa un cocktail devi davvero essere fuso a pensare di prendere la scimmia con quelli.
il senso della misura? non c’è più in nessun campo figuriamoci nel voler andare fuori con lalcol.
tylermets quanto ti capisco..
nella società di oggi se non bevi alcolici sei proprio un gran sfigato..Nel mio caso sfigata!! Io infatti non bevo proprio nessun alcolico e tutte le volte che nei locali me ne vogliono offrire e io automaticamente rifiuto dicendo che sono astemia me ne sento dire di tutti i colori!! “ma sei stupida?” “se non bevi non ti diverti” il barista:”ma chi è sta matta che il sabato sera beve coca cola?” mio cugino:”te non puoi essere mia cugina!” e poi via con altre battute e questo per tutta la santa sera! una volta ok, due anche ma poi risulta pesante!! mi fanno sentire come anormale, emarginata!! e vi giuro che non esagero!! per tutta la sera poi fanno di tutto per tentare di farmi bere qualcosa!! e che cavoli!! se non bevo non bevo!!! sembra che io sia quella sbagliata…io non capisco!! per non parlare poi quando scoprono che non fumo nemmeno!! praticamente per loro divento suor Maria Claretta!! e il top del top è quando mi paragonano a mia sorella che invece fa entrambe le cose! “impara da tua sorella”!! praticamente lei diventa la figa e io la super mega sfigata da non considerare nemmeno.. tutto questo ti fa pensare: “forse è il caso che inizi a bere anch’io…..”
Marika, tutto sta a valorizzare le proprie diversità e farle diventare dei punti di forza. Non devi bere per essere la più figa o la più simpatica, se bevi è perchè vuoi gustare un determinato sapore, non per andare fuori di testa. Chi beve solo perchè sennò non è capace di divertirsi, allora quello si che è uno sfigato!
Io non mi ubriaco mai, bevo poco, ma quando bevo bevo in compagni di parenti, a volte qualche amico, e comunque responsabilmente. E se voglio esagerare col divertimento un sabato sera, più che sul’alcol preferisco puntare su una grigliatona tra amici, e là si ci do sotto con costicine, salsicce e bracioline! E nessuno si sogna di dirmi che sono una sfigata, anzi sono piena di amici.
Che dire, gli amici, come il vino adatto per accompagnare una cena, vanno saputi scegliere. Non sono veri amici se ti prendono insistenetemente in giro e ti considerano una sfigata solamente per via di bere/non bere. Questione di maturità, per gli amici, e di invecchiamento, per il vino!