Nella società attuale non si può proprio più dire che “l’abito non fa il monaco”.
Da una parte ci sono quelli che non escono di casa se hanno una ciglia fuori posto, che non sono alla moda e non si sentono all’altezza delle situazioni se non girano firmati da testa ai piedi, ragazze che escono solo truccatissime anche per andare a lavoro, e ragazzi che corrono a depilarsi meglio dei ciclisti e a farsi il botulino sulle zampe di gallina incipienti a lato degli occhi.
Dall’altra ci sono quelli che sì, infondo non è importante spendere centinaia di euro per un paio di scarpe, si può benissimo uscire con un paio di scarpe da 30 euro e fare lo stesso un’ottima figura, si può essere icone di stile anche con un viso acqua e sapone, è importante un’eleganza sobria adatta ad ogni contesto, ed è fondamentale restare all’interno dei “paletti” del buon gusto. E a lavoro si va per far fatica, fisica o mentale che sia, e quindi non ha senso truccarsi.
Io faccio parte della seconda classe di persone descritte, ma rispetto comunque il punto di vista di chi si affida alla prima scuola di pensiero. Non comprendo tale punto di vista, ma lo rispetto comunque. Per la serie, c’è chi può e chi non può.
Pur non considerando importante lo spiccare dalla massa credo in quest’eleganza sobria e versatile che citavo, e credo all’importanza di non eccedere col kitsch o con lo sfarzo ma di rimanere nel buongusto. Insomma, trovo molto utile sia a livello privato che professionale vestirmi in un modo che possa piacere alla vecchietta che incontro a bottega come ai miei coetanei che incontro per strada.
Tuttavia qualche “tara” me la faccio anche io, soprattutto per la biancheria intima.
Essendoci molte scollature di camicie e magliette, devo avere una serie di reggiseni con diversa forma e diverso colore. Idem per le mutande.
Ora mi trovo già a quest’ora davanti a un dubbio: stasera per un’uscita in cui mi vestirò un po’anni ‘50, con una scollatura quasi quadrangolare: che sia da preferirsi un reggiseno dalla tessitura omogenea e che sale a punta verso le spalline? Oppure un reggiseno dalla tessitura più variegata e merlettato ai bordi?
E con una gonna ampia e di tessuto morbido, sia da preferirsi una coulotte o un paio di mutande a taglio normale?
L’unica certezza che ho, sono i sandaletti a tacco a spillo. Immancabili, irrinunciabile il tacco a spillo per chi come me non può propriamente fregiarsi del detto “altezza mezza bellezza”!
L’underwear resta dubbio.








Io non lo metterei….
ihihihihih.
Ma quelle cose si fanno solo in privatissimo e solo a sorpresa, mica alle cene pubbliche tipo stasera!
Mica mi chiamo Britney Spears!
io adoro le coulotte sempre,
Anche io! son belle da vedere e stanno bene sia che hai il sedere piccolo sia che ce l’hai a mandolino! Al contrario del perizoma che non tutte possono permettersi di portarlo. Eppoi le coulotte son così raffinate…
cmq per l’uscita di stasera io opto per un boxer normalissimo braghini corti larghi, maglia dei mets blu con scritta arancione, e crocks sempre by NYMets, destinazione: stadio G.Falchi per partitona dell’anno di baseball! io e emiliano aspettiamo questa partita da settembre dello scorso anno.
Va bé, discussione prettamente femminile.
Ci rinuncio.
Informo i miei fedelissimi che ho sciolto il dubbio optando all’ultimo per le coulotte. Eeeeeeeeeh lo so che ora che lo sapete vi siete finalmente tolti un dubbio anche voi…
[passa di qui, pi decide che è meglio evitare ogni commeto, lui in questi problemi da donne non vuole metterci mano]