Il pH, ossia il valore negativo del logaritmo in base 10 della concentrazione di ioni H+ oppure H3O+ in una soluzione qualsiasi, è una grandezza che esprime l’acidità di questo o quel composto. Si può misurare o tramite pHmetro, un elettrodo colegato a una centralina, oppure in velocità e in maniera sommaria ma attendibile appoggiando una cartina al tornasole su una goccia della sostanza in questione.
Ma l’acidità non è prerogativa unicamente di soluzioni o intrugli vari in fase liquida bensì anche di un vasto campionario di bipedi umani appartenenti prevalentemente al genere umano femminile (in effetti di maschi acidi non mi viene in mente nessuno), e statisticamente l’acidità di certi soggetti viene riscontrata prevalentemente nei momenti in cui ti senti più gentile e ben disposto, oppure più insicuro, a prescindere dal fatto che tu sia maschietto o femminuccia.
Si annoverano nel campionario:
- la telefonista insistente e invadente, quando già le hai risposto gentilmente che non ti occorre il prodotto che lei sta vendendo o promuovendo
- la commessa, che non capisce che monetine proprio non ne hai, non è che le vuoi far fare i conti per darti il resto per puro spirito sadico
- la commessa (bis), che si scoccia se le chiedi consiglio su una taglia per il regalo che stai per comprare a un’amica
- la segretaria delle prenotazioni per le visite all’ U.L.S.S. o all’ospedale, quando le chiedi che altre date libere ha il dottore in questione per prendere l’appuntamento, perchè di solito in quel giorno della settimana hai altri impegni
Resta un unico dubbio: con quale grandezza e quali strumenti va misurata l’acidità di queste signore citate?








Cartina torna sole adesiva sulla bocca.
Ahahahahahaha, non male zorapide!
Sempre però supponendo di restare vivi nonostante l’alone di acido forte che la circonda…