Quando il buon Dio creò la luce, “E fu sera e fu mattina”, com’è riportato nel libro della Genesi, fece le cose proprio per bene, mica buttate là… del resto è Dio! E così pensò di creare non solo la luce come siamo abituati a vederla noi umani, ossia scomposta nei sette colori dell’arcobaleno più il bianco, più i vari mix di colori. Oltre alla luce colorata che vedono i nostri occhietti imperfetti e limitati esiste tutto un altro mondo di radiazioni che fanno comunque parte dello spettro elettromagnetico di quella cosa che chiamiamo “luce”… dai raggi gamma alle onde radio (quelle che curano i tumori), dai raggi X alle microonde (quelle che si usano per riscaldare il pollo congelato senza scottarsi le dita quando si afferra il piatto), dagli infrarossi ai raggi ultravioletti (quelli che abbronzano).
E se certi animali non hanno nessun problema a vedere gli infrarossi, mentre hanno qualche difficoltà a vedere il blu o il giallo, noi uomini possiamo vedere solo quella piccola porzione dello spettro con cui abbiamo più dimestichezza. Poi il progresso e la moda giocano la loro parte, e così, da quando abbiamo imparato a gestirci la luce anche all’interno delle nostre case, sono nate lampade, lampadari e applique con design sempre più particolari per rispondere ad ogni esigenza di arredamento: dalle Tiffany che danno un effetto vetrata opaca e multicolor, agli stili più essenziali degli anni ‘50, alle lampade coi filtri colorati delle discoteche negli anni ‘80 e ‘90.
E poi ci sono anche altre lampade, meno comuni ma più affascinanti: le lampade a catodo cavo impiegate in chimica analitica per la tecnica dell’assorbimento atomico: lampade che generano degli elettroni per effetto fotoelettrico e che sono specifiche per ogni metallo, avendo in catodo formato appunto da un solo e specifico metallo. La luce, e quindi lo spettro, fornita da queste particolari lampade attraversa una fiamma in cui è nebulizzato un campione incognito di sostanza da analizzare, e tramite semplici formule e calcoli di confronto tra intensità della luce emessa dalla lampada e intensità della stessa luce dopo aver attraversato la fiamma, è possibile valutare la quantità e la tipologia di metalli, e quindi di atomi, presenti nel campione di partenza. Così è necessario avere un set di lampade di questo tipo, una per ogni metallo esistente, per poter effettuare certe misure.
Perciò se vostra moglie, la vostra fidanzata o la vostra più cara amica è un chimico, più che regalarle una Tiffany forse la farete più contenta regalandole una lampada a catodo cavo con catodo di tungsteno o, meglio ancora, di platino o di oro!
Perchè, si sa, un gioiello fa sempre piacere!








Potrei compramene una come lampada da comodino: costo indicativo?
Aaaaaaaah boh! Suggerisco comunque l’acquisto di una lampada a catodo cavo in piombo, serve sempre… non si sa mai che scopri che qualcosa che hai in casa è tossico!