Perchè tanti giovani si allontanano dalla Chiesa, intesa non come edificio, o come gerarchia di preti-vescovi-cardinali, ma come coralità e comunità che loda Dio? Perchè tanta gente si dice quasi schifata dalla Chiesa, stavolta sì intesa come gerarchie ecclesiastiche? La colpa di tutto questo è davvero della società che è brutta, cattiva, tentatrice e comunista? Sicuramente il periodo e il contesto che stiamo vivendo non da molto spazio alla riflessione personale e alla contemplazione, ma il torto, si sa, non è mai da una parte sola.
Ieri sono andata a messa, c’era un’altra cinquantina di persone nello stesso luogo. Il prete telefona al sacrestano e informa che non ci sarà, che la messa non sarà celebrata e comunque di raccogliere lo stesso le offerte per la carità del Papa. Ma stiamo scherzando? La cosa necessita di una rilfessione abbastanza accurata e indignata, fermo restando che in quanto Cattolici non possiamo celebrare la soli la messa nella totalità.
Ma… non era Gesù che ha detto “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sarò con loro”? Invece che leggere di corsa le prime due letture previste e poi passare a battere cassa, perchè non improvvisare qualche piccola riflessione a riguardo come si fa sempre a veglie, campiscuola e attività in parrocchia a livello di a.c.r. e a.c.g.? Secondo me questa lettura frettolosa e fine a se stessa non ha lasciato niente a nessuno, men che meno la voglia di tornare in chiesa.
Riguardo la carità del Papa, si sa che c’è bisogno di fondi per aiutare le parrocchie più disagiate, per questo c’è la possibilità di devolvere l’otto per mille a tale scopo. Ben venga l’iniziativa, ma perchè è stata mascherata la faccenda con “le offerte raccolte verranno usate per finanziare la costruzione della nuova chiesa nel paese vicino”, a scopo di raccogliere più soldi? La situazione ha un che di truffaldino secondo me, per come è stata posta…
Tra trucchetti e furbizie, io continuo a preoccuparmi molto, ma molto seriamente per certe forme di plagio che circolano in certi ambienti “satellite” o paralleli rispetto alla chiesa, e in pochi casi all’interno della Chiesa stessa. Casi già segnalati da più “campane” e già in orecchio a sfere abbastanza alte, ma, si sa, finchè non cogli il bambino con le mani nella marmellata non lo puoi accusare di niente. Capita così che vengano operate una sorta di “manovre” per condurre la volontà di una persona più debole a scegliere una strada che essa non avrebbe mai voluto percorrere, un po’perchè le si è indorata la pillola, e un po’ per il “ricordati che devi morire” che tiene banco da secoli. Saltano così fuori testimonianze sull’aldilà, più o meno nascoste, e quel che più mi preoccupa si inculca a certe persone che a breve non ci sarà possibilità di salvezza se non si aderisce a sedicenti “gruppi di preghiera”, che più che altro hanno un che di settario, come ritualità, contenuti e “cadeau”. Gruppi alla cui adesione le persone facenti parte invitano di sovente i loro conoscenti o parenti; persone perfettamente normali, e anzi, abbastanza religiose, che vengono consigliate da appartenenti ai suddetti gruppi di andare a qualche benedizione del prete carismatico dell’occasione perchè, secondo loro, hanno qualche “presenza negativa” che li induce a certi comportamenti che a chiunque sembrerebbero perfettamente normali.
Lo so che mi ripeto come argomento, ma la cosa mi preoccupa molto, e credo dovrebbe preoccupare anche molte altre persone, non solo per il futuro di noi stessi, ma anche e soprattutto per quello dei nostri figli. E se l’affluenza in chiesa è in calo, che non sia magari anche per questo fare da setta che hanno certe persone praticanti?
Ben vengano quindi i preti che si limitano alla Parola di Dio, alla carità operativa e non meramente economica, all’amministrazione dei sacramenti, alla preghiera e al servizio. Ben vengano quei preti che si rifiutano di dare spago a questi “gruppi di preghiera”, e che mostrano un certo scetticismo di fronte al probabile “fenomeno da baraccone” dell’occasione che prevede l’imminenza di questo o quell’avvenimento catastrofico.
E cerchiamo di proteggere i nostri figli dall’ingerenza di qualche conoscente che frequenta certi ambienti estremisti.








Io non generalizzerei così sui gruppi di preghiera carismatici. Sinceramente, per l’esperienza che ho io, non è proprio detto che abbiano il fare della setta. Almeno parlando di gruppi qua vicino Milano. Oltre che trovarsi a pregare si danno molto da fare in opere di carità e simili. Mi è capitato di andare a Napoli o in Puglia per visite parenti e di partecipare a questi gruppi e devo dire che lì può essere un problema, perché per la cultura presente si rende molto più evidente l’aspetto spettacolare-immaginifico. Credo che comunque anche se ci si fa “imbambolare” come dici tu, è difficile rimanere fedeli a un cammino o a un gruppo o a una comunità se il fine non è Cristo stesso. Non c’è nessun tipo di progredire in chi non sa chi sta seguendo. Trovo poi moralista lamentarsi e basta, senza fare niente. Ben vengano i preti… ma i preti non arrivano mica con la cicogna… Sono uomini anche loro, e sbagliano anche loro. Siamo bravi noi laici a lasciare tutte le responsabilità a loro, mentre la realtà dovrebbe vederci in prima linea, se veramente la nostra scelta di appartenenza alla Chiesa non è frutto della pillola, come la chiami tu.
Comunque, per quanto riguarda la messa saltata, la vera ricchezza sta nella Parola di Dio, se non è possibile vivere l’Eucaristia. Le riflessioni sono solo aggiunte che potrebbero essere eliminate tranquillamente: non perderemmo mai il fondamentale, la base. La riflessione può essere un aiuto per chi decide di camminare insieme a un popolo, una comunità. Credo che oggi il vero problema sia non prendere su i soldi per il Papa, ma essere disposti a un radicale coinvolgimento della nostra vita, cosa che credo rara… Infatti siamo solo capaci di lamentarci, ma mai diamo di più di quello che dobbiamo dare (la pillola ce la autosomministriamo in fin dei conti).
E poi, una quota prefissata dell’8 per mille è destinata sempre dalla CEI alla costruzione di nuove chiese… Non era una bugia…
Non volevo essere duro, non offenderti, volevo essere solo corretto e dirti quello che pensavo.
Ciao, alla prossima.
Tranquillo, mi piace confrontarmi su questi argomenti!
Cerco di risponderti in ordine senza saltare passaggi, perchè mi rendo conto che in ogni zona ci possono essere delle differenze dovute al “backgruond” culturale. Io ho avuto contatti con persone più o meno vicine qui in zona Treviso che sono proprio inquadrate da questi gruppi, al punto di guardare dall’alto in basso chi non ne fa parte, di credersi a un “livello superiore” di esperienza di fede rispetto a chi si ferma a una concezione imprintata sull’A.C. (Azione Cattolica) delle variabili Fede-Dio-Carità. Persone – hai mai visto “”non ci resta che piangere” con Triosi che in risposta al tizio che gli dice “ricordati che devi morire” gli risponde “mo’ me lo segno” – che ti preannunciano, forti della loro esperienza carismatica, che alla fine dei tempi tu non ti potrai salvarti, che andrai all’inferno, ecc ecc, e che come ho già scritto in un altro post “guardano la pagliuzza che c’è nell’occhio del loro fratello invece che guardare la trave che c’è nel proprio”. La fede è un dono e va vissuta, ma va vissuta – secondo me – una fede concreta fatta di testimonianza a fatti, non a parole. Non deve essere una fede che si perde a cincischiare sul veggente di turno o sui presagi di fine dei tempi, o sul pregare quell’immagine del Gesù o della Madonna in quella posizione a dispetto del Gesù e della Madonna come concetto e non come pezzo di carta colorata. Leggi magari il post sul mono-politeismo sul mio blog se ti capita, sempre sotto religiosità… quello che parla della Madonna come porta, e non come fine ultimo. Se viviamo una fede autentica che si basa sule opere e sul servizio non corriamo il rischio di farci imbambolare e “impillolare” da fanatici di Radio Maria a tutti i costi o del tal prete carismatico o del talaltro.
Riguardo i preti, che dicevi non piovono dal cielo e possono sbagliare. Vero, però io sono stata portata da un prete che ha cercato di plagiare me e un’altra persona cercando di inculcarci in mente che il nostro lavoro non era serio e che potevamo considerarlo nient’altro che un hobby, e che il tempo passato a studiarci sopra non serviva a niente. Viceversa, conosco preti che tengono ben salde le redini della comunità e che sono davvero guida e conforto per i fedeli, e non permettono “deviazioni” per così dire carismatiche che cercano di arrivare a quello che a noi, in quanto uomini è precluso in termini di conoscenza (mi spiego: se Gesù ha detto “vegliate perchè non sapete nè il giorno nè l’ora”, che senso ha stare a scervellarsi per capire quando arriverà la fine dei tempi e come organizzarsi per sopravviverne? in altre parole, quali scorte di cibi mettere in cantina?)
Riguardo la carità in prima persona, senza delegarla a altri, sono d’accordo con te. Ma quale carità? la carità economica, o la carità di fatti? qual’è più proficua? Io penso che preoccuparsi dell’animazione a Gr.Est., A.C.R. o A.C.G. sia un passo molto importante per la testimonianza di Cristo tramite l’educazione e la ricreazione dei bambini, il dovere che ci siamo assunti con la Cresima (Sarete miei testimoni), molto di più che dare quattro soldi al Papa. L’otto per mille era un’altro discorso, la situazione è stata nella fattispecie che ieri il sacrestano ha detto che si raccoglievano queste offerte per questa chiesetta da costruire. E una volta raccolte ha detto “ah no, queste offerte vanno a Roma per la carità del Papa”. Per me la carità non è tanto la moneta sonante, quanto adoperarmi per essere il prossimo del mio fratello. E quindi servizio.
Riguardo i sacramenti. La vera ricchezza sta nella Parola di Dio dici. Vero, ma che cos’è la parola di Dio, le parabole, gli Atti degli Apostoli, l’Antico Testamento, finanche il Vangelo fino all’entrata in Gerusalemme di Gesù, cosa sono tutte queste cose se Gesù stesso nell’Ultima Cena non avesse spezzato il Pane e versato il vino, e non avesse detto ai Dodici “Fate questo in memoria di me”? Gesù è apparso ai discepoli di Emmaus nello spezzare il pane, in quel segno, l’Eucarestia, che Gesù ci ha lasciato come fondamentale, in quanto mangiando la particola mangiamo Gesù che diventa ancora di più parte di noi. I Sacramenti sono fondamentali per la vita di una persona, perchè sono un segno fisico che rende visibile il legame con Dio Padre che via via si consolida. E’l'Eucarestia il centro della messa, tutto il resto che è scritto nella Bibbia varrebbe ben poco se Gesù appunto non avesse istituito questo Sacramento nell’Ultima Cena.
Uhm… son stata un po’lunga… spero non noiosa però!aspetto la tua opinione…
Non voglio rispondere punto per punto, se no non finiamo più
Dico solo che purtroppo, secondo me, siamo tutti un po’ limitati, che sostanzialmente sono d’accordo sui tuoi giudizi, ma non riesco a valutarne la particolarità rispetto alla realtà a cui si riferiscono e tu vedi. Per l’Eucarestia: tutto vero quello che dici tu, infatti non si può prescindere da essa, cioè da Gesù. Ma come dice San Giovanni nel primo capitolo del Vangelo omonimo “E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi”. E il Verbo è dunque Cristo. La Parola di Dio, intesa letteralmente, è il modo in cui Dio ci viene incontro. Se si estremizzasse quello che dici, si potrebbe rinunciare alla prima parte della Messa. Ma non è così. Penso che la Parola sia il principio del manifestarsi di Dio a noi e l’Eucarestia il realizzarsi di questa manifestazione. In mancanza di quest’ultima mi sembra naturale concentrarsi sulla prima
Ciao e grazie per avermi innescato la riflessione
Da noi si dice che quando non ci son più i gamberi vanno bene anche le zampe, nel senso che in mancanza d’altro ci si accontenta, e chi si accontenta gode. Sai il mio difetto più grosso è che son una pignola di prima categoria! Per questo tendo a analizzare criticamente tutto… il problema sono sempre gli estremismi comunque, da una parte o dall’altra non vanno mai bene. In media stat virtus! Per cui non si può rinunciare alla prima parte della messa ma non va neanche preposta all’Eucarestia. Qua hai ragione, si potrebbe parlare per ore! L’unica è restare sul Vangelo, che non si sbaglia mai, e seguire quello che ci indica l’esempio di Gesù. Nel Vangelo c’è tutto (non intendo, estremizzando, che si può anche buttare via il resto della Bibbia, però il Vangelo è il nocciolo di tutta la faccenda) quello che ci serve per cercare di essere buoni cristiani… nei limiti dell’umano!