Il brusco aumento di temperatura di questi giorni rispetto la media ambientale (delta T pari a circa 10-12°C) ha provocato un surriscaldamento del mio corpo e mi ha spinto a accendere il condizionatore. Il condizionatore, tarato a 26°C, emette un flusso di aria di velocità ipotetica 1,39 m/s, che mi mette una certa qual euforia e mi fa riscaldare nel fornetto il pane in vista del pranzo. Per effetto del flusso d’aria condizionata, il sacchetto del pane, di massa ipotetica 2 g, dopo circa 3 secondi viene interessato da una forza di X N (si calcoli la forza in questione) e, compiendo lavoro, si sposta di 10 cm (si calcoli il lavoro espresso in J compiuto dal sacchetto). Dopo una breve esitazione sul ciglio del tavolo, il sacchetto cade a terra dal tavolo di altezza supposta 80 cm con velocità pari a circa 2,5 m/s (si calcoli l’energia potenziale e cinetica del sacchetto). Nel frattempo la carne si è cotta e mi metto a tavola. Il decremento di temperatura nel sistema – cucina provoca una certa fame, pertanto decido di ingozzarmi come un’oca a settembre e mangio creando tra braccio e forchetta un moto armonico di periodo supposto paria a 0,5 s (si calcoli la relativa velocità angolare espressa in rad/s). La carne ingerita provoca sete, per cui decido di bere 0,3 l di acqua tutti d’un fiato.
Si calcoli il risultato della carne mangiata velocemente e dell’acqua bevuta altrettanto velocemente.
[soluzione: il singhiozzo!
]








Per fortuna che nel problema non hai messo domande sulle moli perchè sennò non avrei saputo rispondere!
Nailor, non ho avuto modo di incastrare il discorso moli-molarità… mi son accontentata della fisica, e poi non son così cattiva
)
Beh dai è già abbastanza complicato così… (forse sì, un po’cattiva lo sono
Daniele, non mi andrà mica in crisi un ingegnere come te per quattro conti di meccanica?