Personalmente, amo ricevere regali. Bando alla buona educazione, per stavolta, dimentichiamo le formalità del “non serviva” e “ma non ti dovevi disturbare”, quando è Natale o quando è il mio compleanno io adoro ricevere regali. Mi piace sentire crescere la curiosità di scoprire se quella persona, pensando a me, ha scelto proprio il regalo che si intona alla mia personalità e ai miei gusti, mi piace sapere che qualcuno, nei giorni precedenti la ricorrrenza, mi ha dedicato del tempo cercando qualcosa che potesse sorprendermi, mi diverte sentire la carta e il nastrino che risuonano sotto le mie dita impazienti. Poi magari il regalo, in sè, non è esattamente del colore o del modello che avrei preferito, ma fa niente, apprezzo ugualmente il gesto, conscia che, del resto, i miei gusti sono un po’ “particolari”, e non esattamente da ventenne. E che dire dei regali inaspettati???? Quelli, a parer mio, sono i più piacevoli. Capita di rado, molto di rado, ma non trovate, miei manzoniani quattro lettori, che quando non vi è nessuna ricorrenza e un vostro amico o parente vi porge un pacchettino colorato, nel vostro cuoricino si scatena un turbine di curiosità, imbarazzo, contentezza e sorpresa? Ecco, è la magia dei pacchetti e pacchettini.
Ma c’è un caso, e qui so di interpretare il pensiero di gran parte del genere femminile della razza umana, in cui il pacco regalo non è così piacevole da scartare. Soprattutto, e capita sempre, se è quantomai inatteso. Non mi riferisco, stavolta, all’involucro contenente una sorpresa e avvolto in carta colorata, lucida, velina o coprente che sia: mi riferisco a quello che una volta si chiamava “bidone”, e che oggi chiamiamo “pacco” forse proprio perchè arriva inaspettato e concreto come una sorpresa. E qui, ahimè, sento scorrermi nelle vene un’ondata di cromosomi X, e proprio non riesco a non riprendere quella che ormai, per certi uomini è diventata quasi un’abitudine, ossia il “pacco fulminante”.
Quando lei e lui si accordano per incontrarsi nel tal posto alla tal ora, lui può tranquillamente uscire con un jeans già adoperato ieri, una felpa o un maglioncino tirato fuori a casa dall’armadio, se proprio proprio si accorge di essere quei 10 minuti in anticipo (o se prevede di scoccare un bacio alla sua accompagnatrice) si fa la barba, indi si reca all’appuntamento. Lei invece…. tutt’altra storia! Lei entra in bagno due ore prima dell’appuntamento, controlla minuziosamente allo specchio di non avere neanche mezzo brufolo, si lava scegliendo tra i vari che ha nell’armadietto un bagnoschiuma dalla fragranza delicata eppure riconoscibile, sensuale ma non troppo calda. Poi si lava i capelli e una volta uscita dalla doccia (o vasca da bagno) si unge dal collo alla punta dei piedi di crema idratante, per mantenere tono ed elasticità, quindi si mette il cuore in pace e dedica una mezz’ora piena all’asciugatura dei capelli, altrimenti una volta uscita di casa rischia di prendersi un malanno. Al termine dell’operazione si trova accaldata dal phon, e si dedica a scegliere con cura la biancheria da indossare, che non dovrà essere troppo elegante, ma neppure troppo sportiva perchè, insomma, non si sa mai. Contestualmente deve essere di un colore intonato (più o meno) a quello degli abiti che si suppone di indossare. Quindi la signorina, lavata, asciugata e profumata, esamina l’armadio cercando un capetto che sia frizzante e interessante, pur senza risultare impegnativo. Una volta indossati gli abiti, lei ritorna in bagno con la bustina dei trucchi e, dopo aver passato un velo di crema antirughe (che non fa mai male) si dedica alla scelta delle nuance per il trucco. Si pettina, controlla allo specchio che sia tutto apposto, fa un sorriso alla sua immagine riflessa (per vedere di nascosto l’effetto che fa), e sceglie la scarpa più intonata al look che ha scelto. A questo punto lei guarda l’orologio e nota che manca mezz’ora all’appuntamento: il tempo giusto per arrivare puntuale senza dover fare le corse e doversi presentare all’incontro con lui affannata e sudaticcia. Al che guarda il telefono e…… un messaggio ricevuto! Il pacco è in agguato!!!! E infatti, è lui che si scusa ma non potranno vedersi oggi, perchè gli è saltato fuori un impegno o aveva dimenticato una cosa che doveva fare. E, rigorosamente, il sms è stato spedito due ore prima – un’ora prima dell’appuntamento, ossia nel momento in cui lei s’è chiusa in bagno.
Cortesia vuole che lei gli risponda qualcosa tipo “ok dai, non preoccuparti, ci sentiamo presto”, ma in realtà lei vorrebbe tanto, ma proprio tanto, rispondergli “pezzo di maleducato, secondo te io non avevo niente di meglio da fare stasera? Mi sono tenuta libera dagli altri impegni appositamente per te e tu che fai? Mi tiri PACCO all’ultimo momento per andare a farti la birra con gli amici – per guardare un film idiota per televisione con calci, pugni e sparatorie – per andare a trovare qualche altra donzella – per chissà quale altro motivo inutile come il tuo numero di telefono che quasi quasi ora cancello dalla mia rubrica!”. Cosa volete farci, la diplomazia anzi tutto, e, del resto, mio zio mi ha sempre insegnato che non bisogna mai chiudere le porte alle persone e alle occasioni. Ma tu, maschio italico, inserito nella vita sociale, che aspiri a passare del tempo in mia compagnia, abbi almeno la decenza di non tirarmi pacco! Piuttosto dimmi che è meglio accordarci più avanti, ma non prenderti degli impegni con il dio Crono che non credi di poter mantenere! E soprattutto ricorda: 5 minuti di anticipo a te non cambiano la vita, ma possono farti guadagnare mille punti nella considerazione che avrà per te la tua accompagnatrice!
Meditate maschietti, meditate….







